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a cura di Chiara Scardaci 

La farfallina di oggi è frutto della collaborazione con Informazioni Parlamentari che ha prestato il suo ausilio, oltre che per i contenuti normativi, anche per la diffusione della rubrica a tutti i soggetti interessati. 

La sinergia con Informazioni Parlamentari verrà evidenziata, a breve, nell’ambito del sito www.verdediritto.it,  in una sezione specifica, dedicata agli aggiornamenti normativi nelle materie trattate.

La rubrica della Farfallaverde e sempre scaricabile, gratuitamente, dal sito www.verdediritto.it ed è curata dall’Avv.to Chiara Scardaci, disponibile al seguente indirizzo e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Corso di Formazione

In occasione delle nuove disposizioni del “Decreto Fare” Verdediritto presenta nella sezione “Formazione” il corso di aggiornamento professionale, di taglio aziendale, sulle terre e rocce da scavo. Per vedere il programma del corso vai su http://www.verdediritto.it/formazione-home.html

 

Decreto Legge “Fare”

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 21.06.2013 n. 44, Suppl. Ordinario N. 50, il Decreto-Legge 21.06.2013 n. 69 recante le disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia. Tra le diverse disposizioni interessanti Verdediritto segnala l’art. 41 disposizioni in materia ambientale. Nell’ambito di tale articolo assumono rilevanza per i temi trattati dalla nostra rubrica i commi relativi alle terre e rocce da scavo ed ai materiali da riporto.

Per le terre e rocce da scavo, si segnala che il nuovo Decreto Legge, al comma 2, stabilisce che il D.m. n. 161/2012 “si applica solo alle terre e rocce da scavo che provengono da attività o opere soggette a valutazione d’impatto ambientale o ad autorizzazione integrata ambientale”. Inoltre, il d.m. n. 161/2012, “non si applica comunque alle ipotesi disciplinate dall’articolo 109 del D. Lgs. n. 152/06” ovvero alla casistica relativa alla immersione in mare di materiale derivante da attività di escavo e attività di posa in mare di cavi e condotte.

Per i materiali da riporto, (sposando la versione di Confindustria - vedi Farfallina del 14.06.2013) invece, l’art. 41 del D.L. n. 69/2013 stabilisce al comma 3 che:

1. All'articolo 3 del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 28, sono apportate le seguenti modifiche:

a) al comma 1 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, costituite da una miscela eterogenea di materiale di origine antropica, quali residui e scarti di produzione e di consumo, e di terreno, che compone un orizzonte stratigrafico specifico rispetto alle caratteristiche geologiche e stratigrafiche naturali del terreno in un determinato sito e utilizzati per la realizzazione di riempimenti, di rilevati e di reinterri»;

b) i commi 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:

«2. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 185, comma 1, lettere b) e c), del decreto legislativo n. 152 del 2006, le matrici materiali di riporto devono essere sottoposte a test di cessione effettuato sui materiali granulari ai sensi dell’articolo 9 del decreto del Ministro dell’ambiente 5 febbraio 1998, ai fini delle metodiche da utilizzare per escludere rischi di contaminazione delle acque sotterranee e, ove conformi ai limiti del test di cessione, devono rispettare quanto previsto dalla legislazione vigente in materia di bonifica dei siti contaminati.

3. Le matrici materiali di riporto che non siano risultate conformi ai limiti del test di cessione sono fonti di contaminazione e come tali devono essere rimosse o devono essere rese conformi al test di cessione tramite operazioni di trattamento che rimuovono i contaminanti o devono essere sottoposte a messa in sicurezza permanente utilizzando le migliori tecniche disponibili e a costi sostenibili che consentono di utilizzare l’area secondo la destinazione urbanistica senza rischi per la salute.

3-bis. Gli oneri derivanti dai commi 2 e 3 sono posti integralmente a carico dei soggetti richiedenti le verifiche ivi previste.»

Vai al testo del Decreto:

http://www.serviziparlamentari.com/index.php?option=com_mtree&task=att_download&link_id=950&cf_id=54

 

Inerti e Terre e Rocce da Scavo

Si segnala la sentenza della Corte di Cassazione Penale, Sezione III, del 09.05.2013 n. 19942 con la quale è stato ribadito che: “con riferimento alle terre e rocce da scavo non poteva farsi riferimento all’ipotesi prevista dall’art. 186 del D. L.vo 152/2006 non ricorrendo i presupposti normativi (le terre e le rocce da scavo non costituiscono rifiuto solo nel caso in cui vengano utilizzate, senza trasformazioni preliminari, secondo le modalità previste nel progetto sottoposto a VIA; […])

Inoltre: “La non assimilazione degli inerti derivanti da demolizione di edifici o da scavi di strade alle terre e rocce da scavo è stata ribadita con il decreto legislativo n. 152/2006 (cfr. Cass. Pen. Sez. 3 n. 103 del 15.01.2008)

Però anche lo smaltimento delle sole terre e rocce da scavo, prive dei requisiti previsti per essere esonerate dal regime dei rifiuti, conserva rilevanza penale ex art. 256 D. L.vo 152/2006

 

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