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Il Sistri subisce una nuova modifica!

C’è da chiedersi se tutti questi interventi normativi non siano dovuti all’incertezza in cui da sempre versa lo strumento informatico che dovrebbe tracciare i rifiuti, raccontandone vita morte e miracoli agli organi preposti al loro controllo.

L’incertezza è dovuta ad una serie di punti critici che si risolvono in un unico dato di fatto, il Sistri non assolve alla funzione alla quale dovrebbe essere subordinato: la lotta alla criminalità, la prevenzione del reato di gestione illecita dei rifiuti.

Il sistema è complesso, caratterizzato da una notevole burocrazia, dalla necessità che le aziende si dotino di determinati apparati e di determinate figure, che si accollino anche i relativi costi ed è regolamentato da una fitta rete di provvedimenti normativi che si contraddicono tra loro, facendo urlare pietà a qualunque amante della tecnica legislativa e che sono connotati da continue proroghe e ripensamenti.

Così il legislatore in sede di conversione ancora una volta, con un solo comma, ne mette in dubbio nuovamente l’efficacia e la necessità.

Il comma 3 bis dell’art. 11 del D.L. 31.08.2012 n. 101 dettava i seguenti termini:

Nei dieci mesi successivi alla data del 1° ottobre 2013 continuano ad applicarsi gli adempimenti e gli obblighi di cui agli articoli 188, 189, 190 e 193 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nel testo previgente alle modifiche apportate dal decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205, nonché le relative sanzioni. Durante detto periodo, le sanzioni relative al SISTRI di cui agli articoli 260-bis e 260-ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, non si applicano. Con il decreto di cui al comma 4, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare provvede alla modifica e all'integrazione della disciplina degli adempimenti citati e delle sanzioni relativi al SISTRI, anche al fine di assicurare il coordinamento con l'articolo 188-ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dal comma 1 del presente articolo.”

Nella giornata di ieri, il Senato in sede di conversione del D.L. 30.12.2013 n. 150, modificava l’art. 10, aggiungendovi il comma 3 bis che recita: “Al primo periodo del comma 3 bis dell’art. 11 del D. L. 31.08.2012 n. 101 convertito con modificazioni dalla Legge 30.10.2013 n. 125, le parole “Nei dieci mesi successivi alla data del 1° ottobre 2013” sono sostituite dalle seguenti: “fino al 31 dicembre 2014”

Va da se che ad oggi, il comma 3 bis dell’art. 11 del DL 101/2012 deve essere letto come di seguito:

Fino al 31 dicembre 2014, continuano ad applicarsi gli adempimenti e gli obblighi di cui agli articoli 188, 189, 190 e 193 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nel testo previgente alle modifiche apportate dal decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205, nonché le relative sanzioni. Durante detto periodo, le sanzioni relative al SISTRI di cui agli articoli 260-bis e 260-ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, non si applicano. Con il decreto di cui al comma 4, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare provvede alla modifica e all'integrazione della disciplina degli adempimenti citati e delle sanzioni relativi al SISTRI, anche al fine di assicurare il coordinamento con l'articolo 188-ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dal comma 1 del presente articolo.”

Dalla modifica si evince che:

1)      Siamo ancora sotto la piena vigenza di un sistema a doppio binario che vede la sopravvivenza di norme antecedenti alle modifiche apportate al T.U. Ambientale dal quarto decreto correttivo, ovvero degli articoli 188,189 e 190 del D. Lgs. n. 152/06 ante D. Lgs. n. 205/2010, relativi agli adempimenti ed agli obblighi di natura “cartacea”

2)      A livello sanzionatorio si applicheranno soltanto le sanzioni collegate alle norme citate al punto 1), mentre invece le sanzioni relative al SISTRI, di cui agli articoli 260 bis e 260 ter del D. Lgs. n. 152/06 attualmente vigente, troveranno applicazione soltanto a partire dal 2015

3)      Non vi sono modifiche rispetto ai termini di operatività che rimangono gli stessi e che, qui di seguito, andiamo a riassumere:

il Sistri sarà operativo dal 03.03.2014 per i seguenti soggetti:

-          produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi;

-          Per la Regione Campania: i Comuni e le imprese di trasporto di rifiuti urbani.

Si rammenta inoltre che l’operatività del SISTRI è già scattata lo scorso 01.10.2013 per gli enti e le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale compresi i vettori esteri che effettuano trasporti di rifiuti all'interno del territorio nazionale o trasporti transfrontalieri in partenza dal territorio, o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti speciali pericolosi, inclusi i nuovi produttori (comma 2 dell’art. 11 del DL n. 101/2013)

Queste, quindi, le ultime modifiche intervenute, dopo le quali, nonostante l'operatività non sia stata toccata, avanziamo seri dubbi sul fatto che tra un anno il Sistri possa muoversi da solo, senza il supporto della documentazione cartacea. Infine, come predetto, siamo convinti che questa mancanza di autonomia dipenda da gravi problematiche strutturali e funzionali, prima fra le quali, il faticoso onere, non solo economico, posto a carico delle imprese e più volte ribadito anche da Confindustria.

A cura di Chiara Scardaci