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Reati Ambientali NEWS

ITER della Legge 68/2015 (Dalla Newsletter di marzo-aprile 2015), aggiornato al 31.07.2015

a cura di Chiara Scardaci

 

La proposta di legge per l’introduzione nel codice penale dei reati ambientali era stata approvata in un testo unificato dalla Camera dei Deputati il 26.02.2014.

Il Senato della Repubblica aveva provveduto ad effettuare delle modifiche e aveva rimandato la proposta alla Camera il 04.03.2015 (quasi un anno più tardi).

In data 05.05.2015, il disegno legislativo veniva nuovamente rimandato dalla Camera al Senato.

La proposta di Legge prevedeva l’introduzione nel codice penale di un nuovo titolo dedicato ai delitti contro l’ambiente comprensivo delle seguenti fattispecie delittuose: inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, delitto di impedimento del controllo.

Nella versione del Senato approvata in data 04.03.2015 erano inseriti anche i reati di omessa bonifica e di ispezione fondali marini (air gun). Oltre alle circostanze aggravanti già presenti nella bozza licenziata dalla Camera, il Senato aggiungeva una specifica aggravante ambientale per una migliore punizione del fatto che, già previsto come reato, sia commesso allo scopo di eseguire uno o più tra i delitti c.d. ambientali.

Il Senato rivisitava anche il ravvedimento operoso prevedendolo non più come causa di non punibilità ma come attenuate. Esso era reso applicabile alle fattispecie delittuose previste con la nuova legge ed anche per il delitto di associazione a delinquere (non mafiosa) finalizzata alla commissione di un reato ambientale, nonché per il delitto di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (art. 260 del D. Lgs. n. 152/06)

In Senato era ripristinata anche la disposizione (era stata soppressa dalle Commissioni referenti) che prevedeva l’obbligo per il PM procedente di dare comunicazione al Procuratore Nazionale Antimafia dell’avvio delle indagini su ipotesi di inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico ed abbandono di materiale di alta radioattività nonché attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (art. 260 del D. Lgs. n. 152/06).

La proposta prevedeva anche la fattispecie colposa del disastro ambientale  e dell’inquinamento ambientale, il reato minore di impedimento del controllo ed il raddoppio dei termini di prescrizione per tutti i nuovi delitti introdotti dal testo unificato.

Tra le pene da applicare anche la confisca ed il ripristino dello stato dei luoghi.

Infine, nel progetto di legge era prevista anche la responsabilità delle persone giuridiche per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato (D. Lgs. n. 231/01), punita con sanzioni pecuniarie quantificate in quote e  con sanzioni interdittive. Le prime sono comprese tra un minimo di 258 Euro ed un massimo di 1549 Euro, mentre le seconde vanno dalla sospensione o la revoca di autorizzazioni e licenze  al divieto di contrattare con la PA.

Il progetto di legge si chiudeva con la previsione dell’introduzione nel Codice dell’Ambiente (D. Lgs. n. 152/06) della Parte Sesta Bis, concernente le contravvenzioni in materia ambientale per fatti che non abbiano cagionato danno o pericolo per l’ambiente.

Il progetto era rinviato al Senato dalla Camera in data 05.05.2015 con la solo cancellazione del reato di ispezione dei fondali marini (air gun)

Il 29.05.2015 è entrata in vigore la Legge 22 maggio 2015 n. 68 denominata “Disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente”, pubblicata Sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – Serie Generale n. 122 del 28 maggio 2015. Nella Legge è stato reintrodotto il reato di ispezione dei fondali marini (air gun)

 

Per un primo approfondimento vedi: 

http://www.cortedicassazione.it/cassazione-resources/resources/cms/documents/RelIII_4_15.pdf

http://www.penalecontemporaneo.it/materia/-/-/-/4102-a_proposito_di_carlo_ruga_riva__i_nuovi_ecoreati__commento_alla_legge_22_maggio_2015__n__68__torino__giappichelli__2015/